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Abstract

Le aree rurali in Europa registrano una costante perdita di popolazione e di occupazione. Questa tendenza non avviene dappertutto, ma è circoscritta alle aree più periferiche. Come vedremo in dettaglio, lo spopolamento e la riduzione della base occupazionale rischia di depauperare irreversibilmente proprio queste aree, rendendo impossibile qualsiasi processo di innovazione e di innesco di attività imprenditoriali nel futuro. Si approfondisce il divario tra aree rurali e aree urbane, ma non solo: tra aree periferiche e resto del territorio. Si pone dunque un serio problema di disparità territoriale che travalica la classica distinzione urbano-rurale e interessa anche una dicotomia rurale urbanizzato-rurale periferico. Gli obiettivi di questo capitolo sono i seguenti: 1) valutare l’impatto occupazionale della PAC nelle sue diverse componenti (1° e 2° pilastro) e negli strumenti di policy che vanno a comporre i due pilastri nel periodo 2007-14; 2) esplorare se questo impatto varia nei diversi contesti territoriali, prendendo come base di riferimento la classificazione ufficiale utilizzata nella Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI), che distingue quattro tipologie di aree: poli urbani, arre di cintura, aree intermedie, aree periferiche e ultra-periferiche. In tal modo si vuol verificare l’ipotesi che gli effetti della PAC dipendono fortemente dal contesto territoriale e che questo impatto finisce per generare ulteriori disparità territoriali; 3) valutare quali siano le altre determinanti dell’occupazione agricola nell’ambito di un modello econometrico.

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